DIPINGERE CERCANDO – Artist statement

Dipingere e disegnare( o fare poesia) sono un modo di vedere le cose e una sorta di necessità.

Cerco non quello che sapevo sin dall’inizio ma quanto è inaspettato e mi sorprende. Perseguo il gusto della scoperta spontanea e una forma di integrità , una sincerità di espressione.

La stanza che esploro sta tra arte e artigianato, come nel latino ” ars ” , che intreccia ” abilità ” , “tecnica ” ed estetica. Accanto al fare, c’è il condividere- come per l’attore della Commedia dell’Arte, che modula  e incarna profondamente la sua opera insieme a chi è presente.

Scelgo consapevolmente una prospettiva lirica, esistenziale, indagando non i grandi temi, ma alcuni momenti intimi e significativi, a volte enfatizzati dalla fiaba. Un diario abbandonato su un tavolo di commensali festanti, Penelope in fuga da Itaca mentre Ulisse trionfante entra in porto , la mano del bambino tesa verso il dolce desiderato, Cappuccetto  che abbandona nel vento il Cacciatore inconsapevole, Adamo che si scagiona. Scenari naturali e domestici-  panchine, cucine , camere da letto , sale da pranzo – come siti primari di identità , amore , relazione- punteggiati da tazze di caffè , libri , scarpe , goffe automobili, che mostrano comportamenti e abitudini, ricordi, partenze e ritorni .

Le mie storie ritrovano dei momenti dimenticati della vita , o versi e personaggi collettivi, emersi dalle favole europee, la Bibbia, la letteratura, la mitologia greca, la grande arte italiana. Figlie, madri , angeli, amanti, allegre guerriere e perplessi giudici, passanti,  egocentrici eroi. L’epico e il sacro si intrecciano col quotidiano.

I due mondi paralleli di uomini e donne comunicano temporaneamente attraverso l’amore e la passione : gli amanti in un letto-isola nelle piazze assolate, in festosi giardini  , si scambiano effusioni o condividono il riposo, nella felice illusione di centralità nell’universo .O si incontrano intorno alla tavola, sotto betulle, aranci, pergolati di uva fitta , dove le donne amorevolmente preparano e servono i pasti e i commensali condividono e consumano cibo , sentimenti e storie. Amabili convivi, la cui leggerezza dá sollievo, ma al contempo conferma e celebra l’ appartenenza ad un gruppo, alle generazioni, all’esistenza stessa e rimanda al pensiero bizantino: il mondo, è un tempio.

Ma oltre alla tavola, c’è un incessante camminare in avanti. Cesti , carriole, uova , colorate case a ruote , celano o trasportano  gruppi di persone negli oceani , nei deserti , sulle spiagge , in un viaggio senza posa. Un viaggio in cui c’è posto per tutti e tutto è in cambiamento.

Il tempo è lontano dalla storia, in una zona collettiva e sospesa simile alle immagini indelebili dei ricordi d’infanzia: tuo fratello ti dà la mano, quell’albero di olivo,  il sogno della volpe. Non cerco tuttavia una fuga dalla realtà, ma un incontro, che accolga consapevolezza, diversità  e contrasti, compassione e mistero.